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Publii, l'alternativa a WordPress per il sito vetrina

In breve: se il tuo sito vetrina cambia poco durante l'anno, pagare ogni mese la manutenzione di WordPress ha poco senso. Publii crea un sito più semplice, più sicuro e con costi ricorrenti minimi. Ha dei limiti, ma per una vetrina è un'alternativa valida.

Hai un sito di poche pagine. Non lo tocchi da un anno. Eppure WordPress chiede cure di continuo: aggiornamenti, backup, controlli di sicurezza.

Per anni ho costruito siti con WordPress, ed è fantastico. Ma porta con sé tanta complessità e una manutenzione costante. Il problema è che i miei clienti sono refrattari ai piani di manutenzione, e li capisco: pagare ogni mese per un sito che non cambia sembra uno spreco. Così il sito resta senza cure e prima o poi qualcosa si rompe.

Nel 2026, per come lavoro e per quello che serve ai miei clienti, quel modello non regge più, nemmeno per me. Mi sono chiesta: se il sito non cambia, perché deve costare, o rischiare, come se cambiasse ogni giorno?

Perché WordPress richiede cure anche quando non cambi niente

WordPress prepara ogni pagina al momento, a ogni visita. Questo tra le varie cose implica pesantezza e lentezza nel caricamento delle pagine e la lentezza la paghi, perché Google Odia i siti lenti. E velocizzare Wordpress non è immediato. Alla fine avevo trovato la quadra eliminando i page builder tipo elementor, optando per soluzioni più performanti come Generatepress o Oxugen Builder. Ma insomma sempre un carrozone rimane.

Quindi è chiaro che se il tuo sito vetrina mostra le stesse pagine tutto l'anno, quella fatica è quasi tutta sprecata. E le strade per gestirla sono due, nessuna davvero comoda:

  • paghi un piano di manutenzione per un sito che non cambia mai;
  • ti affidi agli aggiornamenti automatici dei pannelli degli hosting moderni, come cPanel. Funzionano, ma qualche volta sbagliano. E quando succede nessuno se ne accorge subito, perché nessuno controlla.

Io non volevo più dover scegliere tra queste due.

La soluzione: un sito statico

Un sito statico è veloce come una scheggia e non da rogne.

Cosa cambia per te ma anche per me che lo creo:

  • niente aggiornamenti continui (che a cliente toccherebbe pagare);
  • meno punti deboli per chi cerca di attaccare il sito;
  • basta un hosting semplice, anche gratuito. (Degli Hosting gratuiti ne parleremo perché c'è parecchia roba da dire).

Le alternative che ho provato

  • Sito in HTML puro. Pagine scritte a mano con un editor o con l'aiuto dell'Ai (soluzione consigliata nel 2026). È leggero e semplice, ma per ogni modifica devi mettere mano al codice.
  • Simply Static. Un plugin gratuito che trasforma un sito WordPress esistente in statico. Richiede più passaggi e qualche accortezza, e per cambiare una pagina devi comunque tornare su WordPress. Il che significa manutenzione continua anche se in locale (ossia sul PC dove lo tieni).
  • Eleventy. Prepara le pagine del sito partendo da semplici file di testo. È potente, ma è uno strumento da tecnici. Lo sto studiando.
  • Publii. Quello che mi ha convinta di più, perché aggiunge ciò che manca a HTML ed Eleventy: un pannello visuale.

Perché Publii è un'alternativa valida a WordPress

Publii è un programma gratuito che installi sul computer. Scrivi e modifichi le pagine lì dentro, premi un pulsante e il sito viene pubblicato. L'impostazione è molto vicina a quella di WordPress, con molta meno complessità.

Rispetto a un sito in HTML o a Eleventy, il vantaggio è il pannello visuale, simile a quello di WordPress. Per cambiare un testo, aggiungere una pagina o, volendo, pubblicare ogni tanto un articolo non devi toccare il codice.

Dentro ci sono già le impostazioni per i motori di ricerca e dei temi pronti da cui partire.

Per personalizzare i temi mi faccio aiutare dall'intelligenza artificiale, e lo dico apertamente. Io non sono una programmatrice, ma così riesco a ottenere siti vetrina curati, non fotocopie di un modello.

Sicurezza e costi: cosa cambia davvero

Senza archivio di dati da difendere e senza programmi che lavorano a ogni visita, i punti deboli sono molto meno. Nessun sito è invulnerabile, ma il rischio si riduce parecchio.

Anche i costi si alleggeriscono:

  • Publii: è un cms gratuito.
  • Hosting: i file si pubblicano, volendo, su servizi gratuiti o quasi. Io uso Cloudflare.
  • Dominio: è l'unico costo fisso, intorno ai 25€/anno e ottieni anche uno o più indirizzi email (qua ci sarebbe da parlare a lungo della mail ma lo farò in un'altro articolo).

Alla fine dei giochi...

Minima spesa, massima resa.

E i moduli di contatto?

Un sito statico non riceve da solo i dati di un modulo, e un sito senza modulo di contatto è monco, perché un sito è più comodo per l'utente che visita le tue pagine. Soluzioni che ne sono, io trovo e provato queste quattro:

  1. Nessun form. Metti in vista email, telefono o un pulsante per scrivere su WhatsApp. Spesso basta. (ma come accennavo sopra è proprio il minimo sindacale)
  2. Strumento esterno, come Tally Form (l'ho testato): crei il modulo lì e lo inserisci nella pagina.
  3. Servizio per siti statici, come Static Forms, o Formspree o simili: raccolgono i messaggi e te li inoltrano.
  4. Modulo collegato a Make (o anche Zapier), un'automazione con base europea che sto testando: i dati vanno dove decidi tu e... puoi fare tante altre cose bellissime tipo agganciarli direttamente al tuo CRM, rispondere automaticamente in maniera diversa a seconda delle richieste. Figata!

Il mio test

Sto provando tutto sul mio sito, questo qui in cui mi stai leggendo laurabison.com, pubblicato su Cloudflare. Come lo collego con GitHub lo racconto in un altro articolo più avanti.

È un test, vediamo se tiene! Ma credo proprio di si. 

Quando Publii non è la scelta giusta

Un'alternativa onesta ti dice anche quando non conviene. Resta meglio WordPress se hai:

  • un negozio online o aree riservate;
  • contenuti che cambiano di continuo;
  • più persone che devono modificare il sito da browser. Publii è un programma sul computer, non un pannello online;
  • bisogno di tante estensioni già pronte.

Chi gestisce il sito dopo la consegna?

Qui sono onesta. Per pubblicare un sito statico si caricano i file sull'hosting, di solito con FTP, cioè un sistema per trasferire file.

  • Se non l'hai mai usato, conviene chiedere le rare modifiche al webmaster. È lui a custodire il sito sul suo computer, quindi il backup resta compito suo.
  • Se hai un minimo di competenza, una volta capito come funziona puoi gestire tutto in autonomia: modifichi, ripubblichi e, ogni tanto, aggiungi un articolo.

Da dove partire

Guarda quali pagine del tuo sito hai modificato nell'ultimo anno. Se sono poche o nessuna, quasi certamente stai pagando, o rischiando, per un sistema pensato per cambiare ogni giorno.

Se vuoi capire se Publii fa per te, SCRIVIMI

 

Ti dico con sincerità se conviene o se è meglio restare dove sei.